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Veritatis splendor, testo integrale e commento filosofico-teologico tematico

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my response Ramón Lucas Lucas, (ed.), Veritatis Splendor, Testo integrale e commento filosofico-teologico tematico, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1994, pp. 432
 

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http://infoal.com/?rymine=chico-busca-chico-caceres&ae7=cc Il commento filosofico-teologico, benché tematico, cerca di rispettare la struttura unitaria dell'enciclica. La divisione in tre parti rispecchia i tre capitoli. Il punto di convergenza e unità è la persona di Cristo: Dio-uomo.
Nella prima parte viene formulata la domanda morale dell'uomo intorno alla persona e alla fede in Cristo. La fede non è pura teoria ma innanzitutto una prassi che opera mediante l'amore. L'agire scaturisce dall'essere: la novità dell'agire cristiano è frutto e dono dell'essere in Cristo "creazione nuova". Ogni proposta morale cristiana è sempre morale e cristologica, per cui la vita morale cristiana ha un carattere cristocentrico, riguardo alla quale il Magistero ha competenza e i teologi svolgono la propria funzione. L'uomo che crede in Cristo è il soggetto degli atti morali, che dipende da Dio creatore e tende verso di Lui come fine ultimo perché è stato creato a sua imagine e somiglianza.
La seconda parte riguarda il discernimento morale. Si inizia con un approccio gnoseologico generale riguardo al problema del relativismo e della conoscibilità della verità. Se da una parte l'eccessiva valutazione delle capacità umane è sfociata nell'autonomia della ragione e nel positivismo scientifico che dissocia scienza e fede, dall'altra parte la teorizzazione, sempre più esplicita, dell'incapacità della ragione umana di accedere alla verità ha portato a ritenere impossibile il raggiungimento di criteri orientativi sia in senso conoscitivo che etico. Quest'incapacità, a ben riflettere, può essere letta in due modi, come umiltà del pensiero e riconoscimento del limite che rimanda ad altro o come assolutizzazione di tale limite; quindi come spinta a teorizzare un superamento o come chiusura in una finitudine disperante e autolimitante. E' nei confronti della totale autonomia della ragione, da una parte, e dell'incapacità autolimitante, dall'altra, che si muove l'enciclica e non solo perché tali atteggiamenti impediscono una giusta valutazione della dimensione religiosa, ma perché non corrispondono neppure al modo in cui ci si presentano le realtà che sollecitano una nostra analisi. Il problema gnoseologico bene impostato apre la strada al tema antropologico-morale centrale nell'enciclica: tutto è evoluzione e storia, oppure esiste un'identità umana che permane, che proviene dalla creazione dell'uomo a imagine e somiglianza di Dio e, quindi, costituisce i fondamenti della teologia morale? La norma morale non è qualche cosa di estrinseco che dall'esterno raggiunge l'uomo e lo imprigiona nella sua libertà. La legge è la verità stessa dell'uomo; per ciò l'universalità e la permanenza, prima che essere predicati della legge morale, sono predicati della verità dell'uomo stesso. E' l'uomo come tale che, nel suo inarrestabile dinamismo, si presenta come universale e immutabile. L'enciclica è una difesa e una promozione della vera soggettività della persona contro un soggettivismo relativistico. La difesa e l'affermazione dei diritti della coscienza è intimamente connessa con l'affermazione del suo carattere etico e religioso: la coscienza è il sacrario più intimo dell'uomo, l'essere soli davanti a Dio.
La terza parte sul bene morale per la vita della Chiesa e del mondo applica alla società, alla vita spirituale e alla nuova evangelizzazione le norme morali universali e immutabili. Il profondo rinnovamento della vita sociale e politica, il cui bisogno cresce nell'umanità odierna, può attuarsi solo se la libertà viene di nuovo coniugata con la verità; il relativismo etico, al di là delle apparenze, porta inevitabilmente a un totalitarismo che nega l'uomo; difendere il valore morale è difendere l'uomo e la sua dignità di persona. La proposta morale e la testimonianza di moralità vissuta nella fede sono intrinsecamente connesse all'evangelizzazione. E' in funzione della vita della Chiesa e della sua missione evangelizzatrice che va considerata la riflessione filosofico-teologica sulla vita morale.

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