Ramón Lucas Lucas

Antropologia filosofica e Bioetica

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Antropologia e problemi bioetici

my response Ramón Lucas Lucas, over at this website Antropologia e problemi bioetici http://www.fajardopr.org/web/misak/1686 . top 10 free usa dating sites Cinisello Balsamo (MI http://www.capacuras.com/?rtyt=rencontre-pour-mariage-usa&734=e6 ): San Paolo, 2001;  pp. 182.

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Il libro è uno studio specialistico, ma più che di bioetica si tratta piuttosto, come il titolo indica, di una fondazione antropologica dei problemi ioetici. Come tale, l'impostazione è "filosofica", cioè razionale, accessibile a tutti gli uomini "credenti" e "non credenti". Ai credenti è spesso rivolta l'accusa di voler imporre una visione "confessionale". In queste pagine si intende offrire una visione razionale dei problemi bioetici e una fondazione antropologica di essi, data l'importanza che ha in temi che riguardano la vita e la morte dell'uomo, come la sessualità, la fecondazione artificiale, l'aborto, la clonazione, la morte cerebrale, il trapianto d'organi, l'eutanasia.
La vastità dei temi impedisce di prenderli tutti in considerazione, perciò la riflessione si articola come segue. Nel primo capitolo si stabiliscono le basi epistemologiche per un discorso razionale di portata universale, con speciale riferimento alla fecondazione artificiale. Seguono due capitoli prettamente antropologici sulla natura e valore del corpo umano e della sessualità, nei quali si evidenzia un'ontologia della persona. Nel quarto capitolo si analizza la "natura umana" dell'embrione, del portatore di handicap, del malato terminale e il loro status di "persona umana" unica, irripetibile e inviolabile. In questo contesto vengono esaminate le obiezioni riguardo allo statuto di "persona" dell'embrione e del malato terminale e quindi la clonazione umana, anche "terapeutica". Dalla considerazione che "persona" si è, ma "personalità" si diventa, si spiega, nel capitolo quinto, come la persona sviluppa e matura le sue capacità biologiche e spirituali, senza che ciò comporti mutazione del suo status ontologico. L'unità psico-biologica della persona umana (corpore et anima unus) fa sí che la natura della morte sia, nell'uomo, una realtà tutta particolare. Nell'analizzare la "morte umana", nel capitolo sesto, si cerca di evitare due riduzionismi: quello biologico che fa consistere la morte in un insieme di processi ed eventi fisico-biologici (diagnosi medica di "morte encefalica"), e quello spiritualistico, che insistendo sulla spiritualità dell'uomo trascura la sua realtà incarnata. In questo contesto, il problema della morte encefalica, e quelli riguardanti il trapianto d'organi e l'eutanasia manifestano la loro drammaticità umana e la delicatezza del giudizio etico. L'ultimo capitolo è dedicato a risolvere la domanda cruciale: perché l'uomo deve essere rispettato? Dove si fonda il suo valore inviolabile?

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The work consists of a specialized study on the anthropological basis of problems in bioethics. The layout of these problems is "philosophic", that is, rational, due to the importance it has regarding themes like man´s life and death, his sexuality, artificial insemination, abortion, cloning, cerebral death, organ transplants, euthanasia. The reflection is as follows. In chapter one the epistemological bases are laid for a rational discourse of universal importance, underlining artificial insemination. Two tipically anthropological chapters on the nature and value of the human body and sexuality follow, in which an ontology of the person comes to the fore. In chapter four he analyses the embryo´s, a handicapped person´s, a terminally ill person´s ¨human nature,¨ and their status as unique, irrepetable and inviolable ¨human persons.¨ In the same context he examines objections brought against the statute of ¨person¨ attributed to the embryo and to the terminally ill individual and then human cloning in itself and for therapeutical purposes. Distinguishing the fact that one is a ¨person¨, whereas one becomes a ¨personality¨, he explains in the fifth chapter, how the person develops and brings his biological and spiritual capacities to maturity without affecting any change in his ontological status. While analysing ¨human death¨ in chapter six he endeavours to avoid dual reduction, i.e., a biological one, which makes death consist of a set of processes and physico-biological events (a medical diagnosis of ¨encephalic death¨), and a spiritualistic one, which insists on man´s spirituality while forgetting his incarnate reality. In this context, the problem of encephalic death, and those that regard organ transplants and euthanasia are dramatic human occurences and demand careful and discerning ethical judgements.